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martedì 9 maggio 2017

Sugli obiettivi e sui traguardi


E cosi ci risiamo: un altro capitolo della mia vita si è concluso. Uno dei più belli. Il 18 aprile, ormai tre settimane fa, mi sono laureato in Scienze Umanistiche per la Comunicazione.
Ma come sempre non c'è tempo per riposare sugli allori (nemmeno con la corona di alloro sul capo) e quindi l'unica cosa da fare è voltare pagina e ricominciare.
Darsi nuovi obiettivi, nuovi traguardi, senza mai accontentarsi, senza perdere la fame. Fame di successi, di conoscenza, di vita.
Quando undici anni fa abbandonai gli studi in lacrime col proposito di mettere da parte i soldi per ricominciare non credevo ce l'avrei fatta veramente. Quanti problemi, quante tentazioni mi hanno allontanato da quell'obiettivo.
Quante volte sono stato ad un passo dal desistere. Eppure alla fine ce l'ho fatta. Dopo sette lunghissimi anni sono tornato in un'aula e quello che ho scoperto è che non
ero più il diciannovenne che non vedeva un senso nella propria vita e che sopravviveva ai margini di un mondo liceale che credeva lo respingesse (quando in realtà, seppur inconsciamente, era lui spesso a restarne fuori, isolandosi in un mondo fatto di musica e racconti). E non ero nemmeno più quel ragazzo a cui bastava oltrepassare i piccoli ostacoli scolastici (al tempo apparentemente insormontabili) approfittando di ogni mezzuccio e accontentandosi di andare avanti col minimo sforzo possibile.

In qualche modo quegli anni lontano dalla scuola sono stati tra i più formativi della mia vita. Non me ne sono accorto subito, anzi, eppure quando sono tornato all'università ho capito che era cambiato tutto.
Sarà stato il lavoro, che costringendomi a stare sempre a contatto con le persone mi ha aiutato ad aprirmi verso il prossimo, ma piano piano mi sono costruito un gruppo affiatato di amici che è rimasto legato a prescindere dagli impegni universitari e che spero rimanga tale nel tempo.
Saranno stati quei sette anni passati con quell'obiettivo fisso nel cervello, ma non riuscivo più ad accontentarmi del minimo: iniziato il mio percorso a Firenze ho sempre puntato al massimo, senza mai accontentarmi, dando anima e corpo per quella triennale che per molti può sembrare un piccolo traguardo, ma che nella mia storia personale è il coronamento di dieci anni di sacrifici.
E ora che anche questo traguardo è raggiunto cosa fare? Si va avanti, verso nuovi obiettivi, senza mai fermarsi. È il momento di lasciare il comodo ovile di casa verso una nuova città, verso una specialistica che dia un senso al cammino intrapreso. Perché dopo anni di strade secondarie e dissestate sono tornato sulla via principale. E nessuno può più fermarmi.


Un sentito grazie a tutti gli amici e familiari che sono venuti a Firenze per festeggiare insieme a me :)


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